Mese: ottobre 2014

Lo Schiaffo all’Expo della corruzione

Expo è stata presentata come l’occasione per Milano e per l’Italia, una finestra mondiale su un paese in forte crisi, per prepararne il rilancio.

L’Expo si è rivelato, però, giorno dopo giorno, indagine dopo indagine, arresto dopo arresto, un’occasione perduta. L’occasione che si doveva cogliere ormai tre anni fa, all’inizio dell’attuale consigliatura milanese, quando il M5S presentò il progetto per un’Expo diffusa e sostenibile, elaborato dal Politecnico di Milano. L’opportunità di recuperare, rivalutare e valorizzare quanto già presente sul territorio, ottimizzando le risorse territoriali e riducendo gli investimenti al minimo, una sostenibilità a cui è stato preferito lo spreco e nuove colate di cemento a beneficio dei soliti amici.

Nel corso della trasmissione di Class TV Lo Schiaffo, dello scorso 16 ottobre, il portavoce del M5S al Comune di Milano Mattia Calise ripercorre gli eventi salienti che hanno caratterizzato l’esperienza di Expo. Siamo certi che i colpi di scena nell’ultimo semestre non mancheranno… Stay tuned!

Calise – Expo è un grande evento che è nato con la politica ormai diversi anni fa, io do come data dell’inizio 2008, poi cosa è successo che, non solo la ‘ndrangheta, che fortunatamente in diverse situazioni è stata allontanata, ma adesso stanno continuando a indagare nei cantieri perché è molto difficile seguire i filoni di appalti e subappalti, e lì ti trovi chi ti obbliga a utilizzare i loro mezzi ed è una delle modalità con cui infiltrarsi. Però la criminalità organizzata è stata un filone, l’altro è stata la criminalità dei colletti bianchi, della politica ed è qui che siamo arrivati a Expo, è chiaro che ci sono degli scandali

Gaiazzi – quindi tu sei tra i no Expo? Scusa la domanda manichea

Calise – No, figurati, perché no Expo. A parte che adesso è troppo tardi per essere no Expo, noi avevamo chiesto di uscire da questo progetto anni fa per motivi molto specifici, facendo tra l’altro una contro proposta all’Expo che si chiamava Expo diffusa e sostenibile

Gaiazzi – Una vostra proposta?

Calise – No, è stata progettata da Emilio Battisti, docente di Composizione Architettonica del Politecnico di Milano.

Il problema non è lo scandalo adesso, ma il progetto totale di Expo che è stata una spartizione economica prima che un’operazione di visibilità per la nostra città. Io racconto questa storia brevissima sulla nascita di Expo.

Il progetto inizia con l’acquisto dei terreni di Rho, terreni agricoli con un valore prossimo allo zero, collocati a fianco alla strada. Prima di tutto questo costituisce un’anomalia, è la prima esposizione universale che viene fatta su terreni privati. Ma di chi erano questi terreni? Di uno dei soggetti incaricati di scegliere i terreni da comprare: Ente Fiera.

Gaiazzi – Da questo seme, dici, già si poteva capire: c’è del marcio in Lombardia? Forse possiamo togliere il punto di domanda, visto che è già stato dimostrato che c’è il marcio.

Calise – Già, ma poi cosa è successo? Quei terreni sono diventati edificabili e lo rimarranno anche dopo Expo, dai 16 euro a mq il loro valore è arrivato a 160 euro a mq, ed è questo il valore al quale noi li abbiamo acquistati, e sono 1 milione di metri quadri.

Gaiazzi – In un intervento in Consiglio Comunale hai ricordato a Pisapia, dopo esserti bene informato, che il Comune di Milano ha una quota del 20% della società Expo, quindi, una sorta di golden share, perché, se si guardano i regolamenti, per poter approvare ogni deliberazione serve una votazione dell’81% del capitale, quindi, se il Comune dice no…

Calise – Esatto, tra l’altro non sapevano neanche loro questa cosa, quando abbiamo fatto la denuncia in Consiglio sono caduti dal pero.

Gaiazzi – E Pisapia su questo cosa ti ha risposto?

Calise – Non ha risposto! Come fanno molto spesso quando non vogliono darmi visibilità,

Gaiazzi – Voglio semplificare ancora, tu hai detto, “Pisapia tu hai in mano tutte le carte in regola per controllare e opporti quando ci sono delle porcate” e il Comune di Milano, cioè Pisapia non ti ha risposto?

Calise – Allora, nelle situazioni scomode, quando ci sono denunce o giornate no o situazioni scomode, il sindaco esce dal Consiglio Comunale o non entra neanche. Quindi, in molte situazioni in cui abbiamo fatto denunce non c’era nessuno a risponderci. Perché così non danno neanche la visibilità della risposta, ci azzerano a livello comunicativo.

Tornando alle opere inutili che contrastiamo, le vie d’acqua, sono un’opera da 90 milioni… più altri 60.

Gaiazzi – In teoria era un grande progetto, quello di fare arrivare una sorta di naviglio fino all’Expo. Già diciamo che questo non si potrà più fare.

Calise – Ma soprattutto, dal naviglio, la Milano navigabile, in realtà è diventato una specie di canale di scolo profondo 40 cm, non puoi andarci neanche in canoa, che passa attraverso tre parchi: il parco Pertini, il parco di Trenno e il parco delle Cave, abbattendo un numero imprecisato di alberi e lasciando al loro posto una striscia di cemento.

Analizzando i progetti, con i nostri esperti e un comitato che si è creato per difendere i parchi, abbiamo constatato che questo progetto non sta in piedi da nessun punto di vista, né tecnico, né ambientale, siamo stati attaccati perché ci accusavano di essere contro l’Expo in sé, fino a quando siamo arrivati sui cantieri con i nostri portavoce al Parlamento, e poche settimane dopo, hanno iniziato ad arrestare i responsabili di Expo e i responsabili delle vie d’acqua, il progetto che ci sembrava tra tutti il meno sensato.

Gaiazzi – A fiuto la sensazione è che non sia finita, tu hai già un’idea di dove possano essere dei rivoli di possibili ulteriori inchieste? Ti aspetti qualcosa di clamoroso?

Calise – Che non sia finito sono certo, secondo me arresteranno molto presto altre persone. Abbiamo concluso l’evento Italia 5 Stelle e in quell’occasione ho detto preparatevi perché ne arrestano altri, era domenica e lunedì hanno arrestato Acerbo, responsabile, oltre che del padiglione Italia, proprio del progetto vie d’acqua, progetto di cui vi invito a scoprire l’inutilità attraverso la pagina difendiamo il parco di Trenno dalle vie d’acqua. Il progetto ha visto tutti arrestati: anche l’imprenditore Maltauro, che è stato ripreso dalla finanza dare la famosa mazzetta, 30000 euro al mese al responsabile.

Gaiazzi – Un nome grosso non me lo vuoi fare…

Calise – Noi studiamo le carte, quella è competenza della magistratura, noi possiamo dare il supporto politico perché, questo sembra uno scherzo, ma in passato non era così semplice. Prima era ben coperto l’evento.

Gaiazzi – C’è di buono che queste inchieste sono partite durante i lavori e non vent’anni dopo, con un clima forse cambiato.

Calise – Il problema è anche che la magistratura e le forze dell’ordine hanno bisogno di molte più risorse. Molto spesso la criminalità e la corruzione passano perché mancano i controlli.

Gaiazzi – Cosa intendete fare da qui al prossimo futuro? C’è qualcuno che dice sul Corriere di prendersi un altro anno in più di tempo, 2015 più 1.

Calise – Noi avevamo detto che questa Expo non ci piaceva abbiamo fatto un’alternativa diffusa, utilizzando il patrimonio esistente, senza nuovo cemento e risparmiando ma adesso possiamo cercare di salvare il salvabile, cerchiamo di far risparmiare a tutti noi, perché Expo la stiamo pagando noi adesso e la continueremo a pagare in futuro perché ci stiamo indebitando, tagliando le opere inutili. Per esempio sulle vie d’acqua gli stiamo dicendo di interrompere i lavori nel tratto sud, quello da 90 milioni di euro che distrugge i parchi, fermandosi e sversando l’acqua nell’Olona.

Tanto, passato l’Expo, quel canale diventerà inutile.

Gaiazzi – Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane se ce la faremo.

Calise – Sì, infatti, faremo presto un sit in nei cantieri.

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Il miglior rifiuto? Quello NON prodotto!

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’ e-mail di una concittadina che ci invia copia del testo inviato all’ufficio ecologia di Seveso in materia di riduzione dei rifiuti grazie alla buona pratica dell’utilizzo dei pannolini lavabili.

Buonasera,
la presente perchè ho saputo che il Comune di Seveso purtroppo non eroga incentivi alla neo mamme per l’acquisto di pannolini lavabili eco e quindi questa mattina al telefono con l’ufficio ecologia mi è stato consigliato di mandare una mail dove appunto poter richiedere l’attivazione di questo servizio.
Si tratta indubbiamente di una scelta che lega risparmio economico e difesa dell’ambiente.
Nei primi tre anni di vita, infatti, ogni bambino produce in media una tonnellata di rifiuti indifferenziabili: una spesa sociale non indifferente tra raccolta, trasporto e stoccaggio di questi rifiuti.
E’ un incentivo presente in moltissimi comuni rivolto a tutti i genitori che desiderano abbracciare un nuovo stile di vita più sostenibile e rispettoso dei propri figli e dell’ambiente, attraverso l’adozione di comportamenti quotidiani virtuosi come ad esempio l’utilizzo di Pannolini Lavabili al posto di quelli usa e getta.
Ho letto che nel 2013 si è svolto un incontro di confronto e approfondimento con le Amministrazioni locali sul progetto “G.Eco – Genitori Eco”, presentato da Agenzia Innova21 e Cooperativa Stripes al bando 2013 “Costruire comunità sostenibili” della Fondazione Cariplo ospitato proprio nel vostro stabile del Bosco delle Querce, e quindi pensavo fosse stato fatto qualcosa in questo senso, visto il tema.
Spero di poter ricevere al più presto un vostro riscontro.
Con i migliori saluti.

(mail firmata)

La tariffa puntuale introdotta in via sperimentale a Baruccana e che a breve verrà estesa in tutto il territorio di Seveso è sicuramente una pratica virtuosa ma, come sosteniamo da sempre, il miglior rifiuto è quello NON prodotto!
Quindi ci auguriamo che l’amministrazione comunale dia ascolto all’ e-mail di questa nostra concittadina e introduca questa iniziativa per ridurre ulteriormente l’indifferenziato prodotto dai Sevesini, anche perchè se un anno fa esatto si tenevano questi tipi di incontri al Bosco delle Querce, ci parrebbe una logica e naturale conseguenza.

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La mia esperienza ad #Italia5stelle

Un nostro attivista, Francesco Mininni, è appena tornato dalla tre giorni romana di #Italia5Stelle, la prima festa nazionale del Movimento 5 Stelle.

Questo è il suo racconto dell’esperienza vissuta:

“Sono stato a molti eventi organizzati dal Movimento.

Sono stato a Roma nel febbraio 2013 in piazza San Giovanni,  a Genova nel dicembre 2013, ai vari tour di Beppe in giro per la Lombardia,  ma l’evento del Circo Massimo aveva per me un significato particolare.

Il primo grande evento dopo la delusione delle elezioni europee,  il morale a terra (una sensazione palpabile nella maggior parte degli attivisti e non), un senso di frustrazione per un cambiamento che in Italia aspettiamo da decenni e che puntualmente non si verifica.

Ecco occorreva incontrarci,  guardarci negli occhi,  condividere le nostre esperienze ed  opinioni, in una parola… ricompattarci!!!

Ho avuto la fortuna di incontrare centinaia di attivisti,  la maggior parte dei parlamentari,  consiglieri regionali e  comunali,  con loro ho scambiato opinioni,  esperienze ma alcune anche volte solo uno sguardo. Uno sguardo unico,  fatto di complicità di chi la pensa nella stessa maniera e cioè che un’Italia a 5 stelle non è poi così lontana! ! Ecco questo evento è riuscito nel suo intento. Il morale è alto e nuove sfide ci attendono sia a livello locale che a livello nazionale.  Siamo pronti e continueremo nel nostro cammino che ci porterà un giorno in un’Italia a 5 stelle! !

In alto i cuori!!!”

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Cambia il giorno della riunione settimanale

Il Movimento 5 Stelle Seveso comunica che, per venire incontro alle esigenze degli attivisti, la riunione operativa settimanale cambia giorno e si svolgerà il mercoledì, sempre alle 21.00 e sempre in vicolo Giani Felice.

Ricordiamo a tutti i cittadini che le nostre riunioni sono sempre aperte a tutti e che, se vogliamo cambiare qualcosa a Seveso, è importante non delegare ma partecipare in prima persona.

Vi aspettiamo mercoledì 15 ottobre!

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Elezioni del “nuovo consiglio” Provinciale

Rilanciamo anche sul nostro sito  il comunicato  dei consiglieri comunali facenti parte della provincia di Monza e Brianza:

 

Egregi Sindaci,
Egregi Consiglieri,

come vi è noto, a breve, saremo chiamati a eleggere il nuovo consiglio provinciale. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, in attuazione della Legge Delrio, un organo rappresentativo facente parte dell’ordinamento costituzionale della Repubblica, non sarà eletto a
suffragio universale e diretto, ma soltanto da membri dei consigli comunali.

Il MoVimento 5 Stelle dei comuni della Provincia di Monza e della Brianza ripudia senza alcun ripensamento questo sistema anticostituzionale e scandaloso, che si fa beffa delle fondamenta della nostra democrazia nonché dei cittadini. Le Province sono un’istituzione obsoleta e superabile, che il MoVimento 5 Stelle, raccogliendo le istanze dei cittadini, ha chiesto di abolire con una proposta di legge Costituzionale depositata alla Camera dei Deputati. Anziché agire in questo senso, la maggioranza di governo ha mantenuto questi organi, addirittura con un possibile ampliamento dei loro compiti secondo quanto previsto dalla legge che è stata venduta alla stampa come trionfale “abolizione delle Province”.

Per questo, coerentemente, noi consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle dei comuni della Provincia di Monza e della Brianza rifiutiamo di prendere parte all’elezione così come rifiutiamo la possibilità di essere eletti in queste istituzioni antidemocratiche e inutili, in quanto non ci riconosciamo in queste imposizioni anticostituzionali, contrarie al principio del suffragio universale e della rappresentanza politica, imposte con prepotenza da un Governo e da una
maggioranza parlamentare illegittima.

Esortiamo vivamente a intraprendere anche voi questa strada, affinché l’attuale Governo comprenda la gravità della situazione e il pericolo imminente per la nostra democrazia e Costituzione, ma anche per denunciare la Vostra opposizione al mantenimento di un ente inutile, in cui si sovrappongono i livelli decisionali, appesantendo e rendendo inutilmente più inefficiente il sistema amministrativo locale.

L’invito è esteso sia alle forze proclamatesi «civiche» sia a tutti coloro che appartengono a quei partiti che a livello nazionale hanno avviato questo scempio pur avendo posto l’abolizione delle Province nei loro programmi, per dare un segnale forte a Roma, alle istituzioni e al Governo, a dimostrazione che la democrazia non deve mai essere lesa e che i cittadini hanno bisogno di MoVimento 5 Stelle dei Comuni della Provincia di Monza e della Brianza riforme serie e non di spot elettorali.

Invitiamo soprattutto i candidati Presidente e Consiglieri a ripensare la loro posizione, di ritornare sui passi della democrazia con una forma di ribellione civile e di non prendere parte a questo “club di nominati”, ritirando le proprie candidature. Chi agirà diversamente, contribuendo all’elezione del futuro Consiglio provinciale, in spregio alla democrazia, alla Costituzione, e alle promesse che sono il vincolo morale per i rappresentanti nei confronti dei loro elettori, non potrà che essere ritenuto correo dell’avanzamento di questa minaccia alla democrazia, al pari di chi l’ha promossa.

Nell’auspicio di una vostra collaborazione
Cordiali saluti

Per il MoVimento 5 Stelle dei comuni della Provincia di Monza e della Brianza.
Marco Maria Corbella – (Besana Brianza)
Paolo Di Carlo – (Desio)
Nicola Fuggetta – (Monza)
Daniela Gobbo – (Varedo)
Sergio Mazzini – (Cesano Maderno)
Walter Mio – (Cesano Maderno)
Andrea Monachino – (Brugherio)
Alessandro Mura – (Caponago )
Gianmarco Novi – (Monza)
Stefano Pedata – (Bovisio Masciago)
Emanuele Sana – (Lissone)
William Santoro – (Nova Milanese)
Angelo Saragozza – (Muggiò)
Francesco Sartini – (Vimercate)
Nicoletta Scommegna – (Agrate Brianza)
Luigi Stagno – (Giussano)

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