Mese: agosto 2013

O si Governa o si muore…

 

Il Movimento 5 Stelle è venuto al mondo per riconsegnare la politica nelle mani dei cittadini. Non è nato per trasformarsi in un partito tradizionale. Non è nato per ragionare come un Alfano, un Letta, un Berlusconi qualsiasi. Non è nato per fare compromessi perché “altrimenti cosa ci stiamo a fare”.

Chi ha votato 5 Stelle lo ha fatto per rovesciare il tavolo. Con tutto il servizio buono di porcellana sopra. Perché ormai non è più questione solo di ‘mangiare meno’, ma di mangiare ‘meglio’, e soprattutto di mangiare ‘tutti’.

Chi ha votato 5 Stelle ha votato un programma in 20 punti e 163 persone che lo portassero dentro. Così com’era. Non un po’ più europeo cosicché potesse piacere anche al Pd. Non un po’ meno trasparente cosicché potesse piacere anche al Pdl. Così è basta. Perché questa è la democrazia diretta. O così o niente. O così o nuove elezioni, per cercare di avere la maggioranza e realizzarlo tutto, per intero, come i cittadini lo hanno voluto.

‘Intelligenza politica’ per un eletto a 5 Stelle è una locuzione senza senso. L’intelligenza politica lavora prima, quando la rete si confronta e stila carte come quella di Firenze. Se un eletto prende i punti del programma e li cambia (magari con i migliori propositi, perché crede di avere un mandato a modificare quello che i cittadini lo hanno spedito a realizzare), affinché quei punti si accordino con le esigenze del Pd del Monte dei Paschi, o del Pdl dello scudo fiscale, o di Scelta Civica del fiscal compact, allora non ha capito niente: sta solo facendo vecchia politica. Sta tradendo il mandato elettorale. Non sta gettando un ponte tra il cittadino e le istituzioni, in maniera che il sistema si trasformi lentamente da una rappresentanza vuota e fallimentare a una autentica democrazia diretta: sta perpetuando le vecchie pratiche dell’inciucio e distorcendo il significato di ‘portavoce’.

Il Movimento 5 Stelle non è stato mandato nelle istituzioni per mendicare un misero emendamento rivendicandolo come un successo. È stato mandato in Parlamento per provare ad avere la maggioranza. Una maggioranza che non fosse finta come quella offerta da Bersani. Una maggioranza vera, perché solo così si possono cambiare le cose. Se non può avere un incarico di Governo perché i numeri non lo consentono, o perché il Paese è in mano a chi sotto il nome di ‘larghe intese’ cerca di mascherare il solito vecchio inciucio e perpetrare se stesso, allora il 5 Stelle non ha difficoltà a tornare alle urne.

La fiducia i 5 Stelle la chiedono al Paese, non a Letta, a Monti o a Berlusconi. Qui c’è bisogno di un atto di coraggio totale e definitivo. L’Italia è sempre più vicina al baratro. In certe zone sono mesi che non viene pagata neppure la disoccupazione. In queste condizioni, lasciare il timone nelle mani di chi ci ha portato nelle secche è pura follia autodistruttiva. Cercare di convincerlo con le buone, oltreché un tradimento dei principi ispiratori, è anche e soprattutto una cosa stupida.

Il Movimento 5 Stelle è un movimento rivoluzionario. Le cose le cambia invertendo i rapporti di forza, mettendosi alla guida della nave. O così, oppure non ha senso. La democrazia diretta o si realizza e si mandano a casa i responsabili dello sfacelo, oppure a casa ci deve andare chi ha provato a fare la rivoluzione senza riuscirci. In mezzo non c’è niente, mettetevelo bene in testa. Per questo, se non ci sono i termini per realizzare il mandato elettorale (che è scritto chiaro, semplice, nero su bianco), si deve tornare alle urne e chiedere con forza e convinzione agli italiani di provare a cambiare tutto, di conferire una maggioranza chiara e inequivocabile a Grillo e al suo movimento politico.

Nessuno giochi al piccolo onorevole.

Nessuno pensi a nuovi compromessi storici.

Nessuno creda di salvare se stesso.

Qui si governa o si muore. Tutti insieme.

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58^ SETTIMANA VENATORIA

dal sito del comune di Seveso.
58^ SETTIMANA VENATORIA

Con l´inizio di settembre prende il via la 58ma Settimana Venatorio Ornitologica che quest´anno si presenta ricca di iniziative e di opportunità.

Il primo appuntamento è previsto per domenica 1° settembre con la Grande Gara di tiro al piattello (Campo di tiro Seveso Altopiano – ore 9.00).

Sabato 7 settembre la Settimana Venatoria entra nel “vivo” con Seveso in Fiore al Bosco delle Querce (a partire dalle 11, ingresso in via Redipuglia), con la celebrazione del 10° anniversario del Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile di Seveso e la Serata insieme ai commercianti con diverse sorprese per le vie del centro. Ancora sabato 7 settembre ci saranno “Le vie dello Sport” dove sarà possibile incontrare i responsabili tecnici e conoscere le tantissime discipline che le associazioni sportive della Città propongono durante l´anno. Domenica 8 settembre grande Giornata Conclusiva con la Fiera Venatoria, la Mostra Nazionale Uccelli – Gara di canto, la presenza di stand gastronomici, Seveso in Fiore al Bosco delle Querce e tante altre sorprese e novità.

PROGRAMMA

Domenica 1° settembre ore 9,00 Campo di Tiro ¯ Seveso Altopiano -, Grande Gara di tiro al piattello.

Sabato 7 settembre dalle ore 11,00 “Seveso in Fiore” al Bosco delle Querce (ingresso da via Redipuglia);

Sabato 7 settembre “10mo anniversario Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile di Seveso” dalle 17,45 fiaccolata per la Città di Seveso e ritrovo alle 18,45 in piazza Cardinal Ferrari;

Sabato 7 settembre dalle 21,00 Serata insieme ai commercianti e le “Vie dello Sport” con le associazioni sportive di Seveso.

Domenica 8 settembre dalle 5,30 in via Redipuglia giornata conclusiva della Settimana Venatoria;

Domenica 8 settembre Bosco delle Querce (via Redipuglia) dalle 9,00 “Seveso in Fiore”

 

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Vogliono farci tacere

 

“Un emendamento del deputato Pdl Chiarelli propone il carcere per la diffamazione a mezzo stampa e la chiusura fino a tre anni dei siti Internet, compresi i blog in caso di mancata rettifica o la cancellazione delle frasi diffamatorie entro 48 ore dalla richiesta. L’emendamento prevede in caso di recidiva, o di mancato pagamento della multa, l’arresto fino a cinque anni di carcere. Quanto al risarcimento si vuole alzare la pena fino a 100 mila euro. Ci sono poi una serie di emendamenti a firma della Gelmini, che potrebbero essere ribattezzate anti-Facebook o anti-Twitter. Gelmini infatti pensa di cambiarel’articolo 594 del codice penale sull’ingiuria inserendo, tra i mezzi attraverso i quali il reato viene commesso anche “la comunicazione telematica“, quindi qualsiasi scritto on line. Nella proposta le pene sono aumentate “qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone“, caso tipico dei social network.”segnalazione da Tzetze

“Che la nuova legge Ammazza blog sia pensata in primis per il blog di Beppe Grillo lo fa pensare lo stesso firmatario del disegno di legge, Salvo Torrisi del Pdl, quando spiega che “non c’è nessuna censura nei confronti dei 5 stelle. Ma internet non può continuare a essere il luogo virtuale dell’impunità“. Il reato di omesso controllo, fino a questo momento limitato alle testate giornalistiche e al loro direttore (o vicedirettore) responsabile, sarebbe esteso a tutte le testate online, prendendo in considerazione anche i commenti a piede di ogni articolo o post. Proprio questo esplicito riferimento ai commenti fa pensare al blog di Grillo. Secondo il ddl, la responsabilità penale sarebbe a carico del gestore del sito o blog che non cancella entro 24 ore i commenti che possono “configurare la commissione di reati“. Ovviamente, soprattutto per i siti molto seguiti è un lavoro praticamente impossibile. Basti pensare che, ogni giorno, ogni singolo post che appare sul blog di Beppe Grillo ha centinaia se non migliaia di commenti. Ma quali sono i reati che si possono compiere solo scrivendo un commento? Fondamentalmente due: diffamazione e vilipendio. Punire il titolare di un sito per quanto scritto nei commenti è concepibile solo da chi il web non lo conosce.” Segnalazione da Polisblog

PS: la proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa del deputato del Pdl Costa di cui qui si descrivono alcuni emendamenti, non sarà applicata ai blog grazie al MoVimento 5 Stelle che, in sede di commissione Giustizia, ha sollevato il problema circa la definizione troppo vaga di “sito internet avente natura editoriale”

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Parlamento in Movimento

 

“Prendi i soldi e scappa. Dal caso Indesit al caso Italia. La multinazionale degli elettrodomestici di Fabriano delocalizza in Polonia e Turchia, punta a chiudere tre stabilimenti nel nostro Paese e mette sul tavolo un piano da oltre 1.400 esuberi. Nonostante i bilanci floridi e i forti guadagni del titolo in Borsa nell’ultimo anno, Indesit Company decide di andar via e di depauperare il territorio italiano così duramente colpito dalla crisi industriale che dal 2008 ha eroso circa un quinto della base produttiva del Paese. Si moltiplicano i casi di aziende italiane che dopo aver ottenuto finanziamenti pubblici, incentivi e sgravi, decidono di fuggire all’estero, portandosi via brevetti, progetti e know-how che appartengono ai territori.

 

I parlamentari del MoVimento 5 Stelle inaugurano a Fabriano il “Parlamento in MoVimento”. Escono dal palazzo per dire no alla fuga della Indesit e a tutte le delocalizzazioni finalizzate solo a massimizzare i profitti. Con loro saranno in piazza operai di varie aziende, esperti di politiche industriali e imprenditori che hanno deciso di scommettere, nonostante tutto, sull’Italia.”

M5S Camera e Senato

 

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