Month: luglio 2013

L’Infanticidio di Madre Patria

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di Emma Galasso
(attivista Seveso 5 Stelle)

 L’INFANTICIDIO di Madre Patria
( breve trattato sulla rivoluzione francese – 1789)

Sono trascorsi pressappoco 225 anni dalla Rivoluzione Francese ma politici e governanti non hanno ancora capito che la storia, ciclicamente  si ripropone, sempre  uguale a se stessa,  anche a distanza di secoli !!

Vorrei ripercorrere questi nostri anni all’insegna della triste austerity che porterà al collasso il nostro paese e l’intera Europa, ma con i relativi riferimenti storici.

Poiché la realtà è proprio ed esclusivamente questa: una rivoluzione non diventa tale solo perché qualcuno la agita e la invoca come uno spettro.

La rivoluzione è un germe che si radica e cresce in terreni fertili come le diseguaglianze socio-economiche, la disoccupazione, la povertà e per finire con politiche e politicanti fallimentari…

Analizziamo i fatti estremamente significativi di governi illegittimi ed incostituzionali quali: Monti e Letta, entrambi studiati a tavolino dal nostro Presidente della Repubblica democratica italiana, che di democratica ormai gli è rimasto soltanto il nome, con la benedizione della nostra tanto ferrea Europa!

Dimentichiamo i loschi figuri susseguitisi in un ventennio, come satelliti arroccati ai loro privilegi che hanno portato questo paese alla bancarotta; personaggi opachi e torbidi che, ancora oggi, gravitano attorno ad un sistema destinato a implodere in se stesso.

Scopo principale del governo sarebbe di guidare il proprio paese alla prosperità economica e sociale per permettere ai propri cittadini di perseguire il fine della felicità.

Tale obiettivo è stato soppiantato dallo schiavismo e sudditanza al dio DENARO che rende sì, la vita più facile, ma può mutarsi in una ghigliottina per chi pensa che, questo dio, debba essere solo al servizio di pochi potenti privilegiati, solo perché nati con cognomi altisonanti.

Esempi potrebbero essercene finché il sonno non prenda il sopravvento su elenchi infiniti, ma non vorrei avventurarmi troppo in Schindler’s list che nulla hanno in comune con la pietà e la generosità d’animo del vero protagonista della storia.

Ci basti ricordare che nel 1789 ci fu la presa della Bastiglia (fortezza adibita a carcere) ma nel nostro caso il governo ci ha già agevolato, ché le nostre “Bastiglie” , a breve, verranno chiuse ai criminali, i quali potranno liberamente circolare per le nostre città, per cui avremo anche un problema in meno, forse…

Ma dove eravamo rimasti? Perché scoppiò la rivoluzione Francese?

Le cause scatenanti di disordini e tumulti  furono molteplici, quali un lungo e rigidissimo inverno, seguito da un altrettanto periodo di siccità che portò, suo malgrado, ad una biblica carestia, il debito francese che cresceva vertiginosamente a dismisura, solo per consentire alla famiglia Reale ed alla Corte di Aristocratici di vivere nell’agiatezza, nel lusso più sfrenato, per cene e vestiti eleganti con annessi intrattenimenti da nababbi e le enormi spese per armamenti militari, mentre le casse dello Stato erano completamente vuote.

In questo panorama desolante, il Reale di Francia, anziché acquistare derrate alimentari per la popolazione ormai allo stremo, decise un  nuovo aumento delle imposte, a carico esclusivo del popolo già affamato, a favore di una completa detassazione da parte di nobili e prelati, per fare in modo che aristocrazia e Clero, non rimanessero orfani dei loro costosi e futili sollazzi.

Troviamo delle analogie?  Notiamo delle similitudini con la nostra storia contemporanea?   Assolutamente NO !!!!

Bene!

Accantoniamo il pensiero di questo periodo buio, almeno, fino a quando, madri e padri d’Italia, non riusciranno più a dar da mangiare ai propri figli, solo allora potremo dire che la rivoluzione sarà pronta e servita; perché ad un popolo normale si possono togliere denari, lavoro, istruzione e dignità ma, alle orgogliose mamme italiane, non si può chiedere di far morire i propri figli di fame………..

 

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L’importante è dormire tranquilli – di Dario Fo

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“La storia di Alua, una bambina di sei anni che con la madre Alma Shalabayeva è stata letteralmente sequestrata, come da noi sono usi fare i criminali della ‘ndrangheta, per poi caricarla su un aereo pagato dallo stato del Kazakistan, ha scosso fortemente una quantità immensa di uomini e donne del nostro paese. Ognuno, a cominciare dai personaggi di potere e responsabilità politica, ha pronunciato parole di indignazione profonda e si è detto spesso sgomento sia per la brutalità con cui l’ambasciatore di una nazione straniera è arrivato ad indurre la nostra polizia a compiere un blitz da cattura di boss mafiosi sia per le menzogne e i “non sapevo”, “non mi immaginavo”, “nessuno mi ha avvertito” con cui il responsabile del Ministero degli Interni e i suoi collaboratori si sono tratti d’impaccio, così dimostrando, se ce ne fosse stato bisogno, una sfacciataggine davvero poco onorevole.

A questo punto, come in tutte le farse che si rispettano, almeno da noi, eccoci al momento del redde rationem, cioè alla resa dei conti.

Chi è il responsabile maggiore? Dove si è mancato? Chi ha dato false informazioni dell’avvenuto? Chi ha truccato i dialoghi e gli avvenimenti? Chi si è lasciato corrompere? E qui ancora, dobbiamo ammettere, noi italiani siamo i maestri del mondo. In tutti i paesi civili l’espressione italica del: “Io non c’ero e se c’ero dormivo” è un escamotage del tutto sconosciuto. Da noi, a ‘sto punto, c’è la danza degli stracci che volano, e chi li lancia in aria, guarda caso, sono proprio loro, i veri colpevoli in abito da sera con cravatta. Volano capi di gabinetto, poliziotti di secondo peso, assistenti, segretari maschi e femmine, di ruolo decorativo. Se guardate bene è una ecatombe di povere figure di contorno che danzano nel vuoto, e nel momento in cui vengono defenestrate nemmeno respirano, non balbettano nemmeno: “Ma che c’entro io?”.

A questo punto ogni persona civile che incontri nella giornata chiede attonita: “Come è possibile che una nazione di poco conto, storicamente parlando, possa agire con tale smaccata protervia su un paese che invece una memoria ineguagliabile, specie nel suo passato, la possiede e come? E allora ecco che appaiono i sapienti che fin nel profondo conoscono le ragioni della spudorata imposizione. Quando ci dicono: “Fai questo”, “Abbassa la testa”, “Mettiti a nostro servizio”, “Datti da fare subito e in fretta” dietro c’è sempre un grande ricatto che, guarda caso, è immancabilmente o quasi sempre lo stesso: petrolio, gas solido o liquido a volontà, materie prime. Ed ecco che subito l’Italia dei grandi musicisti, dei pittori celeberrimi, dei grandi scrittori e poeti, degli ingegneri e degli architetti più famosi nel mondo, per non parlare della gente di spettacolo, finisce dentro la discarica dell’oblio e dell’inutilità dell’arte e della cultura. È il giro d’affari che conta, è il pericolo di un contraccolpo economico che ci butterebbe indietro di un secolo. Quindi silenzio, abbassa la testa, coglione, e ubbidisci, se no niente commesse, niente forniture, niente giro d’affari, niente mazzette e faccendieri che volano alto dove osano soltanto le aquile, pardon, le banche quotate.

Quindi cerchiamo di stare nella realtà, non alziamo né i toni né il linguaggio.

Eh no, per dio, l’unica cosa che ci rimane ancora disponibile, non so per quanto (dipende da noi) è il diritto alla parola e perfino ai gesti, mimici s’intende, solo quelli. Dobbiamo parlare, in ogni occasione e con chicchessia, non con l’intento di far quattro chiacchiere ma con quello di informare, di aprire l’attenzione a chi è facile a spegnersi e soprattutto a ripetere i luoghi comuni imparati dai servizi televisivi e dalla gran quantità di quotidiani di regime. Mio dio, che ho detto! Regime! Mi è sfuggito? No, sono convinto di quello che dico. Lo so che dispiaccio tanto alle persone tranquille, serene, che non vogliono farsi trascinare nella indignazione quotidiana, che vogliono mangiare tranquilli e digerire senza il rutto dell’angoscia e della colpa. Mi dispiace, ma è dovere di ogni persona civile, in certi momenti, levare la voce e svegliare le coscienze, intorpidite dalla solita tiritera dei mass media e dei buoni maestri della banalità.

Il maggior timore per quanto riguarda questa vicenda ignobile di una bambina sconvolta dal sentirsi catturata, trasportata senza ragione fuori dal proprio luogo di vita insieme alla madre per un semplice ricatto di bassa politica, è che, come succede spesso nel nostro paese, si giunga al lassismo totale e collettivo, un fenomeno a cui siamo facilmente soggetti e che, dopo una vampata di indignazione abbastanza imponente, vede l’interesse da parte della popolazione scemare fino ad estinguersi totalmente.

Bisogna che impariamo, tutti insieme a prendere le nostre responsabilità, che non possono limitarsi al poter dichiarare con orgoglio: “Sono pulito”, “Non faccio che il mio dovere”, “Pago le tasse”, “Aiuto i diseredati”, “Lotto contro il licenziamento e l’ingiustizia dello sfruttamento”. Non basta. La cosa più dura e noiosa è quella di tener accesa la luce, quella che gli antichi chiamavano la lampada dell’intendimento. A costo di apparire ossessivi, rompiscatole e velleitari. Come diceva Rousseau, intelligenza poco ascoltata: “Sfuggire al tormentone dell’uomo che si impegna dinnanzi ad ogni iniquità è un dovere per la tua serena gestione della vita. Evitalo, vivrai senza angosce e senza senso di colpa. Certo, vivrai una vita mediocre, ma importante è non aver grane”.

Dario Fo

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Dichiarazione di Voto

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Dalla pagina Facebook di Alessandro Di Battista, che vi consigliamo di seguire per capire la reale attività di un parlamentare a 5 stelle, “lo straordinario intervento di Carlo Sibilia, uno degli ultimi del nostro “costruzionismo” che ha fatto VINCERE tutti i cittadini italiani (facendoci guadagnare tempo prezioso per far capire come i Partiti vogliono VIOLENTARE la Costituzione). Dal 7.10 e’ fenomenale….godetevelo tutti! Dio che soddisfazione dedicare quella poesia a tutti i politici che ci hanno tolto il futuro (ma ce lo riprendiamo).”


 

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Report Consiglio Comunale

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Come avevamo garantito a seguito delle elezioni, il nostro impegno in comune continua nonostante l’esito che non ci ha portato ad avere consiglieri.

Il consiglio comunale si e’ tenuto venerdi 26 Luglio e si e’ trascinato abbastanza tranquillamente fino all’ultimo punto.

Riassunto dell’ordine del giorno: http://www.seveso5stelle.it/prima-convocazione-consiglio-comunale/

Da segnalare al primo punto si è deciso, a seguito della rinuncia alla carica di consigliere di Tallarita, (per conflitto di interessi in quanto ha una causa pendente con il comune) di surrogarlo col diretto seguente della sua lista Alampi Natale.

Successivamente si è decisa la composizione della commissione per la modifica dei regolamenti del consiglio e sul funzionamento del comune dove tra gli altri sono stati designati Bizzozero Alfonso, Anita Argiuolo e Fumagalli del PD oltre ad altri della minoranza.

Vado ad elencare solo le commissioni salienti tra le tante Commissione Biblioteca, commissione Sport, commissione Servizi Sociali, dove tra gli altri è stato inserito Fabio Baggini, avvocato di grande esperienza ed umanità.

Per l’elenco completo aspettiamo l’aggiornamento del sito internet del comune.

Un po’ di trambusto c’è stato all’ultimo punto, la determinazione delle indennità’ di funzione per i membri del consiglio, sindaco e consiglieri dove la maggioranza ha proposto sostanzialmente di confermare ciò che percepivano quelli che li hanno preceduti (c’era e c’e’ la possibilità di aumentare le indennità del 3%).
Registriamo alcune polemiche soprattutto di Tavecchio Diego della lista Pagani il quale ha rammentato che la scorsa legislatura il PD all’opposizione aveva proposto di diminuire tali indennità del 30%.. Comunque nonostante questo il punto e’ stato approvato senza problemi.

 

 

 

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Ostruzionismo?

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Beppe in collegamento telefonico:

Ci accusano di “ostruzionismo” in Parlamento, ma il M5S è l’unico a battersi perché Il Parlamento abbia un senso. Il Parlamento non decide più nulla, deve solo approvare i decreti legge del governo in fretta, senza discussione, sempre in nome dell’emergenza. Il governo si è sostituito al Parlamento, governa e fa anche le leggi al suo posto. Il decreto del fare, che in realtà è un decreto del Dolce Far Nulla, è stato letto riga per riga, analizzato dai nostri ragazzi che hanno proposto 803 emendamenti. Capitan Findus Letta ha risposto che erano troppi. Il M5S li ha portati a 75. Ancora troppi. Li abbiamo ridotti a 8, in particolare conservando quelli per la piccola e media impresa e il sostegno alle famiglie. Letta, Alfano e Franceschini hanno respinto con disprezzo anche questa proposta fatta, va ricordato, da una forza parlamentare che rappresenta il 25% degli italiani. Con noi non vogliono discutere, il Parlamento, caro alla Boldrini che sembra vivere su un altro pianeta, per loro non esiste. Per questo abbiamo fatto quello che i giornalai e i pennivendoli chiamano “ostruzionismo”. Questi stanno uccidendo la democrazia parlamentare e noi ci siamo opposti, ci opponiamo, ci opporremo sempre. Perché questa fretta per il decreto del Dolce Far Nulla? Per approvare, subito dopo, la revisione dell’articolo 138 della Costituzione, prima delle vacanze di agosto e della chiusura dei lavori parlamentari. Gli italiani non sanno nulla dell’articolo 138 e della riforma costituzionale perché non vengono informati. Ma questo è il vero obiettivo di Letta e Berlusconi. L’articolo 138 impone due votazioni delle camere e un referendum confermativo per modificare la Costituzione. E’ la cassaforte che impedisce colpi di mano dei partiti per cambiare la Costituzione a loro piacimento. Eliminata la barriera dell’articolo 138 pdl e pdmenoelle possono far strame della carta costituzionale per blindare il loro regime. La nostra opposizione, fatta con notti insonni passate in Parlamento per leggere obiezioni fatte da ogni nostro singolo “cittadino” parlamentare, ha ottenuto lo spostamento a inizio settembre dell’approvazione delle modifiche all’articolo 138. Abbiamo guadagnato un mese in cui faremo informazione, spiegheremo, cercheremo consenso tra gli italiani per bloccare questo attacco alla democrazia. Il Parlamento è (dovrebbe essere) l’espressione della volontà popolare, ma è stato privato di qualunque potere, persino di nominare (invano) il presidente della Repubblica. Il decreto del Dolce Far Nulla è un contenitore vuoto. Non garantisce il pagamento dei 40 miliardi alle imprese in base al decreto Monti, non inserisce alcun sostegno alle famiglie povere o a rischio povertà, la decisione sull’IVA è spostata a ottobre, non viene affrontato il tema del reddito minimo di cittadinanza, non sono previste misure organiche per lo sviluppo delle piccole e medie imprese e del turismo, non si prevedono tagli drastici ai costi dello Stato, non c’è la cancellazione del finanziamento ai partiti (che anzi hanno incassato 91 milioni di euro con la rata di luglio), nessun cenno a una nuova legge elettorale (è ormai chiaro che vogliono tenersi il “Porcellum”). Il M5S voleva inserire questi temi nel decreto del Dolce Far Nulla, ma a Capitan Findus Letta e ai partiti non interessavano. L’autunno è vicino. Ripeto: l’autunno è vicino.

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No Tav, sempre e comunque

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Approfondimento del Sabato.

“Si riparla di Valsusa, dopo la caccia all’uomo nei boschi scatenata venerdì sera dalla poliza nei boschi della val Clarea. Si dice in valle che la situazione all’interno del cantiere non sia quella che descrivono, e che i lavori non avanzino rapidamente come dovrebbero (come ha dimostrato il senatore M5S Scibona la settimana scorsa).

Si dice che nel tunnel, a 200 metri circa di profondità su sette chilometri che vanno scavati, si sia già intercettata una falda acquifera, e che le “venute d’acqua” nella galleria rallentino di molto i lavori. La galleria della centrale Atm (oggi Iren), scavata a pochi chilometri in linea d’aria, di problemi simili ne ha avuti a bizzeffe, tanto da portare ad un ritardo di oltre tre anni nel completamento del tunnel (1/3 di quello che si vuole realizzare a Chiomonte). Si dice così, e qualcuno si chiede come mai, con questo precedente, geograficamente così vicino, nessuno ci abbia pensato prima.

Qualcuno ricorda come, quando i lavori di scavo della metropolitana di Torino furono interrotti per settimane perchè una delle stazioni era stata allagata dall’acqua di una falda, i responsabili del torinesi del pd (menoelle, ndr), gli stessi che spingono per la TAV in Valsusa, dissero che non si aspettavano di trovare tanta acqua in quella zona. In effetti è strano trovare acqua in un quartiere che si chiama “Nizza Millefonti“. Si dice in valle che sia questa la ragione del nervosismo dei poliziotti, e soprattuto chi dà loro gli ordini, perchè si sentono messi nell’angolo, e sanno di aver quasi perso.”

Segnalazione da ViaDiscorrendo

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NO ALLA PEDEMONTANA

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IL 22 SETTEMBRE 2013 INSIEME PER DARE VITA ALLA SECONDA MANIFESTAZIONE CONTRO LE OPERE INUTILI E LA PEDEMONTANA
IL NOSTRO NO ALLA PEDEMONTANA E’ MOTIVATO:
NO ALLE OPERE INUTILI SI A UN NUOVO MODELLO DI MOBILITA’ E DI SVILUPPO.
IL MODELLO DI “ECCELLENZA” BRIANZOLO CHE NON VOGLIAMO. CHI E’ RESPONSABILE DI QUESTO DISASTRO?
IN ALLEGATO FILE CON I DATI E UN INIZIO DI ANALISI DEL PROGETTO ALTERNATIVO.
VENERDI’ 26 LUGLIO 2013 ORE 21.00
SECONDA RIUNIONE ORGANIZZATIVA,
PRESSO LA SEDE DI LEGAMBIENTE CORSO ITALIA N°66 DESIO (DI FRONTE AL MUNICIPIO, SI ENTRA DAL RETRO).
La provincia di Monza e della Brianza è una provincia italiana, detta anche poltronificio della Lombardia, istituita l’11 giugno 2004, e divenuta operativa nel giugno2009 con l’elezione del primo consiglio provinciale. La provincia di Monza e della Brianza è nata dallo scorporo di una fetta della provincia di Milano, alla quale precedentemente apparteneva.
Capoluogo della provincia è Monza con 122.337 abitanti, la popolazione complessiva dei 55 comuni inglobati è di oltre 854.000 abitanti. Con un’estensione di 405,49 km² è la terza provincia più piccola d’Italia, preceduta solo da quella di Prato e da quella di Trieste, ma la seconda, dopo Napoli, come densità di popolazione e la ventunesima su 110 come popolazione.
La superficie urbanizzata della provincia di Monza e della Brianza è più alta rispetto alla media delle province italiane: l’indice medio di consumo di suolo, calcolato come rapporto tra superficie urbanizzata e superficie totale, supera, infatti, il 53%, la più alta percentuale fra le province lombarde. I comuni più urbanizzati sono Lissone, Vedano al Lambro e Bovisio Masciago, che arrivano anche a superare l’90% di indice di consumo di suolo. Ma siamo sicuri che gli altri comuni non scherzano: Cesano Maderno, Arcore e per non farci mancare nulla, il capoluogo di Provincia: Monza.
Insomma, c’è la gara da parte dei sindaci, a chi cementifica di più senza distinzioni di colori politici.
COMITATO BENI COMUNI DI MB.
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Bosco delle Querce nuovi Orari.

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Nuovi orari di apertura del Bosco delle Querce (fino all’8 settembre):

Ingressi ad apertura automatizzata di via Ada Negri e Redipuglia: ore 7.00-21.00.
Ingresso ad apertura manuale di via Senofonte: ore 9.00-21.00.

 

fonte: http://www.boscodellequerce.it/bdq/il-bosco-delle-querce-sempre-aperto-di-giorno/

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Expo, ancora..

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di Michele Crosti

“Un tema che riguarda l’Expo 2015 è il tema dell’acqua.
L’acqua è uno degli elementi fondamentali per la vita, le prossime guerre più che sul petrolio saranno sull’acqua, perché inizia a scarseggiare. Intorno all’Expo ci sarà un canale di collegamento con un laghetto, l’acqua verrà presa dal canale Villoresi che passa a nord del progetto, ma c’è un altro progetto, quello di fare un canale che arrivi fino in Darsena e lì consenta di alimentare ulteriormente tutte le coltivazioni a sud di Milano. Ma se voi parlate con gli agricoltori della zona Sud e con tutte le associazioni agricole vi dicono “Guardate che le portate che abbiamo oggi sono più che sufficienti per riuscire a irrigare tutte le coltivazioni del parco sud, quindi non capiamo perché venga fatto questo“. Ma questo percorso di 21 km.che impattano sulla situazione attuale, che sventreranno e che influiranno su alcune zone, come il Parco delle Cave, prima di entrare nel Parco Sud, potrebbero essere fatti utilizzando già la canalizzazione esistente costando molto di meno. Dicono che ci sarà di fianco anche una pista ciclabile, ma non crediamo che possa giustificare un costo di questo genere.
C’è un’altra questione: la sicurezza. La sicurezza sui lavori, la sicurezza sugli appalti, la sicurezza contro le infiltrazioni della criminalità organizzata. Molti sapranno di un comitato che vigila e prende tutte le segnalazioni che vengono da tutti gli organismi antimafia dello stato, ma anche da segnalazioni di vario genere, tra cui quelle della magistratura, e poi segnala a Expo 2015 spa, che è la società che gestisce tutto il progetto. Dice:”Guarda, questa società è segnalata, quindi espellila“. Il problema è che questo ha funzionato tardi e poco, perché sono arrivati i ricorsi delle ditte interessate e sui ricorsi il Tar ha detto “Scusate, questa legislazione non va bene fatta così, quindi dovete cambiarla e intanto loro hanno diritto di continuare a fare questi lavori“. C’era persino una società, che si chiama Pegaso, che doveva fare la vigilanza, che risultava non avere la licenza per fare questo. La vigilanza su chi entra e esce da questo sito è fondamentale, anche perché le attività illecite intorno a un cantiere aperto sono una infinità, dallo smaltimento delle sostanze, al fatto che vengono portate terre inquinate, là dove costruiscono, ricoprono come è successo a Santa Giulia e in alcuni dei cantieri lombardi. C’è una attività di vario genere legata alla criminalità organizzata.
I tempi sono diventati stretti, perché ormai ci sono poteri commissariali, che tra l’altro sono stati assegnati a chi deve eseguire le opere e quindi il commissario è controllore e controllato, è quello che fa accelerare i lavori, ma è lui che chiede a se stesso di accelerare i lavori e procedure, quindi saltare di pari passo, a piè pari, le procedure che sono in corso. Ci sono una serie di anomaliepiuttosto preoccupanti anche dal punto di vista del personale, perché una delle cose su cui si stanno battendo i sindacati è che chi lavora sia in regola, abbia pagamenti regolari, un contratto regolare e non contratti d’avventura che fanno molti imprenditori e questa parte però viene a saltare. Gli ultimi decreti approvati dal governo tolgono molti vincoli, rallentano di molto le possibilità di controllo da parte dei sindacati e degli enti preposti. Per esempio le Asl non avranno più la segnalazione in caso di incidenti sul cantiere, cosa che oggi avveniva normalmente e che faceva sì che le Asl uscissero per verificare quali erano le condizioni in cui si lavorava e per evitare che si ripetesse lo stesso incidente.Quindi è preoccupante questa accelerazione finale, preoccupante il fatto che vengono saltate delle procedure, che la trasparenza sui lavori venga praticamente eliminata. Il vostro consigliere comunale a Milano, Mattia Calise, aveva chiesto, appena insediato se si poteva fermare e quanto costava fermare l’Expo, arrivò la risposta e diceva 16 milioni nel momento in cui aveva fatto la domanda, ma 240 milioni oggi che sono passati due anni, a cui bisogna aggiungere le richieste di danni, quindi questo per dire che ormai l’Expo non si può più fermare.
Il primo maggio 2015 si alzerà la saracinesca e speriamo che dietro ci sia un prodotto che faccia fare bella figura alla città e soprattutto affronti degnamente il tema su cui si dovrà cimentare l’umanità nei prossimi anni e di far diventare Milano il crocevia di tutte le associazioni istituzionali, o meno, che si occupano del problema del cibo in tutti gli aspetti. Un’altra cosa preoccupante, sono gli OGM. Tutti stanno aspettando cosa faranno gli Stati Uniti che non hanno ancora dato la loro adesione. Gli Stati Uniti fanno il loro stand sulla base degli sponsor, lo Stato non mette neanche 5 lire e tutti sono qui a chiedersi se la Monsanto, che è la società che produce gli OGM e i semi che rappresentano un monopolio a livello mondiale sulla produzione agricola, varcherà le soglie dell’Expo. Se è così sarà un grande problema.
Un altro ritardo è il dibattito sulla questione cibo. Non si vede, non ci sono convegni. C’è il rischio che questo diventi non tanto l’Expo di come “Nutrire il pianeta“, ma del commercio, del turismo, delle macchine agricole. La FIAT si presenta con le macchine agricole. Rischia di diventare una grande fiera campionaria.” Michele Crosti

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Regione vs M5S sull’extrastipendio.

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I partiti impediscono al Movimento 5 Stelle la restituzione dell’extrastipendio alle piccole e medie imprese

 

Il Consiglio regionale ha bocciato, con il voto bipartisan di Pdl, Pd, Lega e Lista Ambrosoli e Lista Maroni, la proposta di M5S di istituire un fondo per il microcredito.
Per Movimento 5 Stelle la bocciatura è un atto strumentale dei partiti che impedisce al movimento, per ora, di mantenere un preciso impegno elettorale.Doveva essere quello il luogo nel quale il Movimento 5 Stelle Lombardia, in accordo con gli uffici della Giunta, avrebbe destinato le risorse decurtate dallo stipendio dei consiglieri del gruppo. Il fondo, con un regolamento di utilizzo, avrebbe consentito, l’accesso trasparente a piccole e medie imprese al microcredito. I Consiglieri del Movimento 5 Stelle, riducendosi lo stipendio, hanno già accantonato più di 200 mila euro.

Questa è una ulteriore dimostrazione di quanto PD e PDL siano uniti ed allineati quando si parla di soldi. Evidentemente temono quelli che concretamente pretendono di mantenere quando promesso in campagna elettorale ai cittadini.

Per Movimento 5 Stelle è inaccettabile che chi è stato incapace di ridursi concretamente lo stipendio strumentalizzi la volontà politica di un gruppo che ha effettivamente decurtato gli stipendi dei consiglieri.

Nel corso della discussione i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno parlato di elemosina alle imprese. E’ un punto di vista inaccettabile: quel denaro è pubblico ed è stato sottratto ingiustamente dai partiti dalle casse regionali.

Movimento 5 Stelle valuterà, nei prossimi giorni, altri percorsi per restituire finalmente denaro pubblico alle piccole e medie imprese.

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